Di gruppo

Abbiamo riflettuto e pensato molto su
•    come accedere ad una formazione e contemporaneamente stimolare un aggiornamento sul gruppo;
•    come coniugare la psicoanalisi di gruppo alla luce dei nuovi referenti epistemici e le acquisizioni dell'Infant Research;
•    come rendere utilizzabile lo strumento del gruppo nell'attività privata e soprattutto pubblica (Strutture Sanitarie, Comunità terapeutiche ed educative, aziende, servizi territoriali, organizzazioni del lavoro).
L’AMBITO DEL GRUPPO
La teorizzazione psicoanalitica del gruppo e l'utilizzo del setting di gruppo per interventi psicoanalitici hanno una storia relativamente breve e possiamo attribuirne l'origine a partire dal secondo conflitto mondiale. In realtà già Freud si era occupato del gruppo in Totem e tabù e successivamente in Psicologia delle masse e analisi dell'Io ma l'interesse che l'aveva portato ad occuparsi del gruppo rispondeva al desiderio di dare una base unitaria alla teoria psicoanalitica, comprendendo sia la psicologia individuale che la psicologia della massa. L'interesse pionieristico per il gruppo di Bion e Foulkes, inizialmente era dettato invece da particolari esigenze di lavoro e dalla necessità di utilizzare al massimo le risorse disponibili per affrontare il gran numero di pazienti in cura. Solo in un secondo tempo Bion e Foulkes, e successivamente altri psicoanalisti tra cui Pichon-Rivière, Pontalis, Anzieu, Kaes, F. e D. Napolitani, Ancona, Resnik, Neri, Correale e Lo Verso, hanno centrato l'attenzione sui fenomeni psichici collettivi concettualizzando il gruppo come ambito specifico di ricerca.

Il discorso sul gruppo ha ormai una storia complessa e articolata. Una storia costellata da teorie diverse, se non a volte contrapposte, molte delle quali collocabili in ambito psicoanalitico.

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