Modello
Quale idea di Clinica -SIPRe
SIPRe – Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione.
Perché soffriamo? La sofferenza è l’elaborazione di un passaggio, è la crisi intesa come opportunità di crescita e, al contempo, rischio.
Quindi la manifestazione di un movimento perturbante ma vitale che, in quanto psicoanalisti, abbiamo la responsabilità di leggere come testimonianza dell’esistenza di un soggetto alle prese col processo del suo divenire.
La sofferenza in questa accezione non ha, quindi, una valenza esclusivamente negativa, ma viene vista piuttosto come un passaggio lento e inevitabile che fa parte dell’elaborazione della complessità dell’essere vivi.
Ogni passaggio destabilizza perché mette in crisi un equilibrio precedente che, nel vissuto profondo di sé, coincideva con l’unica possibilità di restare e di sentirsi vivi.
Cosa intendiamo per Cura -SIPRe
Accogliere l’essere umano, offrire un luogo dove la persona che soffre, e che accetta di confrontarsi con una tale perturbazione nella propria vita, lo possa fare all’interno di una relazione analitica che la sostenga nell’attraversare l’unicità del suo percorso, la aiuti a coglierne il senso elaborativo e a scoprire la qualità rivoluzionaria dell’accesso alla presenza a se stessi.
La terapia non ha l’obbiettivo di fare “cambiare” la persona, ma di sostenere ognuno nel processo di riconoscimento e accettazione di sé e della propria realtà, che è la condizione alla base dell’appropriazione del vivere.
Contesto storico e culturale
Le origini della Psicoanalisi della Relazione
Ci collochiamo nell’orizzonte della Psicoanalisi Relazionale, dialogando e confrontandoci su un modello che ha una sua storia autonoma e una sua originalità specifica.
Sin dalla metà degli anni ’70, un gruppo di colleghi ispirati dalla lezione di Rapaport e dei post-rapaportiani (G. Klein, M. Gill, R. Holt) e animati da un approccio critico e riformista nei confronti del modello psicoanalitico classico, avevano dato origine alla “Psicoanalisi della Relazione”, che nel 1985 sfocerà nella fondazione della Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione (SIPRe).
L’intuizione aggregante era la necessità condivisa di declinare il concetto di Relazione all’interno di una concezione del soggetto.
Su questo dato autonomo di partenza vennero nel tempo a inserirsi proficui scambi culturali e scientifici con la Relational Psychoanalysis americana.
Nel 1988 l’apertura dell’Istituto di Psicoanalisi della Relazione di Milano e nel 1990 la pubblicazione di Ricerca Psicoanalitica – Rivista della relazione in psicoanalisi fanno della SIPRe un’importante espressione dello sviluppo della psicoanalisi relazionale in Italia.
La ricchezza concettuale di chi ci ha preceduto è andata nel tempo acquistando – in particolare in riferimento al concetto di relazione – un significato nuovo e originale.
L’evoluzione del pensiero è inarrestabile. Forse domani bisognerà ancora cambiare e adottare nuovi punti di vista. Oggi tuttavia, la Psicoanalisi della Relazione si connota per le sue scelte epistemiche, teoriche e tecniche che vanno nella linea della teoria dei sistemi dinamici non lineari e dell’interazionismo.
Per una teoria dell’Io-Soggetto
“Soggetto” non è un concetto psicoanalitico. L’Io in quanto istanza della mente non coincide con l’idea di Soggetto, che è invece alla base della riflessione in Psicoanalisi della Relazione: soggetto è inizialmente assunto come “referente unitario di esperienza”, per sottolineare gli aspetti di unitarietà e sostanzialità che non sono riducibili entro categorie di impronta mentalistica.
Negli sviluppi successivi, l’Io-Soggetto si è precisato nella metafora del sistema tratta dall’applicazione della teoria dei sistemi complessi e, successivamente, nel suo radicamento al bios, per la sua natura di organismo vivente, che risponde alle logiche auto-eco-organizzantesi di ogni forma vivente.
Una visione non riduzionistica e non mentalistica che aiuta a comprendere i processi regolatori del vivente nel flusso del vivere.
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Relazione come interazione
Il nostro concetto di relazione è costitutivo di un modo di vedere il mondo, l’essere umano, la sofferenza e quindi la terapia.
A una visione “costruttivista”, che rimanda inevitabilmente a una costruzione mentale o intrapsichica della realtà, preferiamo una concezione “interazionista” che si riferisce ai processi ricorsivi tra il soggetto e qualsiasi realtà con cui entri in relazione.
Il movimento della vita non è a senso unico, ma procede attraverso l’interazione. La conoscenza si fa strada attraverso l’interazione tra soggetto e realtà.
La vita è interazione. La disponibilità a cogliersi soggetti nell’interazione e dell’interazione apre alla qualità tutta umana della meta-interazione, che costituisce un aspetto specifico del metodo clinico.
Video/Interviste SIPRe
Società Italiana di Psicoanalisi della relazione
Le nostre interviste durante i convegni, i seminari, le occasioni di incontro per conoscerci meglio.